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Cosa faccio

Tramite la progettazione grafica aiuto il cliente a comunicare idee e informazioni, definendo l'identità del messaggio e del suo autore. Questo aiuta a far crescere il brand del cliente, perché a lungo andare lo difende dai rischi dei normali cicli economici.

Chi sono

Mi chiamo Carlo Grosoli e sono un illustratore e un designer grafico. La grafica è scrittura attraverso immagini e parole. Tutti la facciamo, anche solo quando scarabocchiamo al telefono, o facciamo uno schema a qualcuno per spiegarci meglio. Il design grafico è la disciplina che fornisce le conoscenze teoriche e gli strumenti tecnici per usare la creatività grafica in modo consapevole, corretto ed efficace. Sono un designer.

Capitano! O mio Capitano! (cit.)

Sono docente a contratto di comunicazione visiva presso la sede bolognese dello IAAD – Istituto d'Arte Applicata e Design.



Workshops a cui ho partecipato


Type - Lettering – Layout sulla tipografia e il lettering, col designer Massimo Pitis (Signs & Lines, MiCamera, Milano 2012).

Infrographic Thinking sulla progettazione grafica dell'informazione, con Francesco Franchi (art Director IL/Sole24Ore) (Milano, 2014).

RISO Workshop sulla stampa risograph, presso lo studio ATTO (Milano, 2015).

Dizengnare, con l'illustratore Guido Scarabattolo, un percorso di ricerca su nuove pratiche di disegno, al fine di trovare soluzioni attraverso errori commessi di proposito (Spazio BK, 2016).



Press

on PICAME Magazine and on Business Punk my illustrations with typefaces.

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Ricerca personale

Studio materie che gravitano attorno alla pratica della grafica, o perché interessano la storia delle forme di comunicazione visiva, o perché si occupano della definzione dei concetti e delle loro espressioni, oppure perché indagano il modo in cui l'uomo interpreta ciò che gli appare nella sua esperienza di vita.

Storia dell'arte, psicologia della percezione, antropologia, linguistica, semiologia, economia e addirittura filosofia costituiscono l'ampio ventaglio di una ricerca mossa soprattutto dalla passione, ma anche allo scopo di affinare le mie capacità di affrontare i problemi della comunicazione di oggi.

Non si tratta di una vanteria personale, anche perché non sono affatto l'unico che lo fa. Piuttosto lo scrivo per fare sapere quanto è ampio il bagaglio di saperi che un graphic-designer è tenuto ad approfondire. È infatti parere di molti colleghi che vada diffusa la vera identità della progettazione grafica, che purtroppo tende invece a essere vista come qualcosa di superfluo e decorativo, quasi marginale, che non necessità di chissà quale preparazione.

Invece la grafica è in tutto ciò che ci circonda, e sebbene ha origini che risalgono all'arte preistorica, si è poi evoluta insieme alle altre pratiche e agli altri saperi umani, prendendo in prestito concetti e tecniche sia dalla filosofia che dalle scienze applicate. L'esplosione della produzione di massa nel novecento ha poi messo il turbo al mondo del design grafico, chiedendogli di trovare sempre nuove combinazioni e nuovi stili per veicolare messaggi pubblicitari, informazioni utili al funzionamento delle città, e degli oggetti.

È evidente quindi che non si tratta di decorazione a scopi esclusivamente estetici, valutabile in base ai gusti, bensì la grafica è scrittura, informativa ed evocativa. Se togliessimo la grafica dal mondo, non avremmo più software, niente più segnaletica stradale, negli aeroporti, nelle stazioni, niente più libri e giornali, niente più strumenti tecnici che ci diano le misure, niente più annotazioni, archivi, dati. Sarebbe un mondo orale, un mondo antico. La grafica, o meglio il design grafico, è tutto ciò che ci circonda. Diceva Paul Rand: "Design is everything!". Ecco perché secondo noi non si può mai finire di studiare. L'argomento è vasto.